Storia del RnS nel Lazio

Nascita e sviluppo

del Rinnovamento nello Spirito Santo nel Lazio

 

Gli inizi

Dopo il week-end di preghiera di Duquesne del 1967 – in cui un gruppo di studenti pentecostali, dell’Università di Pittsburg in Pennsylvania, ricevette una forte effusione dello Spirito Santo – il Rinnovamento carismatico, nato in seguito a quell’evento,  si è solidamente inserito in seno Chiesa cattolica a Roma, dove sono sorti, per iniziativa di padre Valeriano Gaudet, ben quattro gruppi di lingua straniera: Lumen Christi, Hosanna, Esperanza, Maranathà e il gruppo italiano Emanuele.

Nel novembre 1973, per iniziativa di Jacqueline e Alfredo Ancillotti, nasceva a Roma anche il gruppo Maria che divenne lo strumento maggiormente utilizzato da Dio per la diffusione del Rinnovamento nello Spirito Santo in tutta la Penisola.

Alla vigilia del Natale 1973, lo stesso padre Valeriano Gaudet formulava un auspicio: «Tutti questi gruppi romani sono oggi quanto mai fiorenti… Possano sorgere in questa terra benedetta d’Italia migliaia di cenacoli di preghiera!». Fu una preghiera esaudita da Dio come tutte le altre precedenti invocazioni a lui rivolte dalla Beata Elena Guerra, da Giovanni XXIII, da Paolo VI.

La storia del Rinnovamento nel Lazio, il ruolo dei gruppi romani e particolarmente del Gruppo Maria, fino al 1997, si identifica e poi si intreccia intimamente con tutta la storia Rinnovamento italiano. Citando don Dino Foglio, uno dei padri del Rinnovamento e suo primo coordinatore nazionale, la gratitudine va certamente a tutti quei fratelli del gruppo Maria che «… ogni domenica sciamavano nelle principali città d’Italia, portandovi con calore e con forza l’annuncio del Regno e della salvezza operata da Cristo».

 

Entriamo nella storia

Nel 1972-1973, a Roma, Manrico Rossi, Salvatore e Lucia Cultrera si trovano a frequentare, insieme a pochissimi altri fratelli, un “cenacolo di preghiera” a casa di una persona di cui ricordiamo solo il nome: Domenico Lobascio. Ma sia Salvatore che Manrico erano alla ricerca di qualcos’altro, di un cenacolo spirituale comunitario che fosse in un certo senso più allargato e più solido. Salvatore frequenta allora, per breve tempo, il movimento dei Cursillios di Cristianità (dove incontra casualmente padre Natale Merelli).

Nel gennaio 1974, Manrico Rossi scopre un gruppo di preghiera dove si “parlava in lingua aramaica”. Si trattava del gruppo Maria che, fondato nel novembre 1973 si riuniva allora presso le Suore del Preziosissimo Sangue in S. Giovanni in Laterano. Pieno di entusiasmo Manrico invita a parteciparvi anche Salvatore e Lucia Cultrera, padre Natale Merelli e, quasi contemporaneamente, Nicola Caccavelli, Ada Iacobini, Nino e Maria Masucci. È in questo ambito che si forma successivamente il primo Consiglio pastorale del gruppo Maria. Ed è in questo anno che il gruppo si trasferisce a pregare in un’ampia palestra messa a disposizione dalle suore Pallottine.

Il 1975 segna una tappa fondamentale nel cammino del Rinnovamento carismatico con il III Congresso Internazionale che, in coincidenza con la Pentecoste, si  tiene in Roma presso le catacombe di San Callisto dal 16 al 19 maggio, e con udienza del Santo Padre Paolo VI, il giorno dopo, nella Basilica di S. Pietro. In proposito, la giornalista Franca Zambonini nel suo articolo “Una preghiera in seimila lingue” – pubblicato su Famiglia Cristiana il 15 giugno 1975 – che diffuse in modo eccezionale la conoscenza dell’“evento carismatico” racconta: «Ho visto da vicino questi cat­tolici che portano una ventata nuova nella Chie­sa… Erano seimila, venuti da tutto il mondo… Pregavano insie­me, una selva di braccia verso il cie­lo, molti a piedi scalzi, quasi tutti con gli occhi chiusi e il sorriso. Poi c’è stato un gran silenzio, e poco dopo un canto: ognuno pronuncia­va parole che non si capivano, e tut­ti insieme facevano un coro molto dolce. Mi è stato spiegato che quel­lo è il canto “in lingue”: seimila persone, seimila lingue diverse… c’è molta armonia… sale alto un accordo che sembrerebbe concertato prima da un coro di professionisti diretti da un maestro. L’unico momento di agitazione è quando il Cappuccino dice: “scambiatevi il segno della pace”. Allora è un gran baciarsi ed abbracciarsi ed ognuno si muove dal suo posto…».

Nel 1976, dopo il primo incontro degli animatori a Triuggio avvennero le dimissioni di Alfredo e Jacqueline dal gruppo Maria con la costituzione, nello stesso anno, della comunità Maria. In quell’anno, nel Lazio erano presenti cinque gruppi Maria, il gruppo Emanuele, e quattro gruppi di lingua straniera (Lumen Christi, Speranza, Hosanna, Maranatha).

Nel 1977 il primo Comitato nazionale di servizio, eletto a Milano Marittima, definisce con i due successivi Congressi di Brescia e di Salerno le linee guida per tutti i gruppi specificando anche «la necessità di incontri di fratelli in sede locale, regionale, nazionale». È l’inizio della costituzione ufficiale dei primi Comitati interregionali che troveranno una conferma ancora più definitiva in occasione della I Convocazione nazionale del 1978. Nel 1977 nasce il I Comitato interregionale del Lazio ufficialmente voluto e riconosciuto dal Comitato nazionale di servizio. Ha come responsabili Manrico Rossi, per i gruppi di  Roma, e Nicola Caccavelli per la parte restante del Lazio, seguendo un compito già svolto nell’ambito del gruppo Maria. Il Comitato continua di fatto a operare soprattutto grazie alla perseverante disponibilità di molti fratelli e sorelle del gruppo Maria che allora si incontrava stabilmente (cioè fino al 1983) nel famoso oratorio del Caravita.

L’espansione dei gruppi nel Lazio e il sostegno richiesto da gruppi in formazione, induce i responsabili del gruppo Maria a formare un Consiglio pastorale molto più ampio (diciotto persone, coordinatore Salvatore Cultrera). Nonostante la buona intenzione e il proposito di tutti, questo allargamento del Consiglio pastorale si rivelerà presto difficile a condursi.

Il 1980 è il vero e proprio anno di svolta per la storia della regione Lazio e del Comitato regionale (non più denominato “interregionale”). La presenza consolidata per ogni regione di coordinatori e di comitati regionali, la formazione di pastorali in quasi ogni gruppo esistente in Italia, permettono infatti al Comitato regionale di gestire, con una fisionomia autonoma, direttamente collegata al CNS, la cura pastorale dei gruppi della regione.

Nel 1985 viene eletto coordinatore regionale Giorgio Amodeo e il Consiglio regionale si allarga al numero di sette membri che appartengono anche ad altri gruppi della regione.

Nel 1997 viene eletto coordinatore regionale padre Mario Panciera e i gruppi presenti nella sola Regione Lazio sono circa settanta.

Ricordiamo i coordinatori che si sono avvicendati dagli inizi a oggi, e in loro tutti i fratelli che hanno risposto “sì” alla chiamata, offrendo il loro generoso servizio in questa storia sacra della nostra regione:

  • Nicola Caccavelli e Manrico Rossi
  • Giorgio Amodeo
  • P. Mario Panciera
  • D. Dario Vitali
  • Bruna Pernice
  • P. Giovanni Alberti
  • Franca Palladino

Nel 2011 viene eletto coordinatore regionale don Patrizio Di Pinto. Il Comitato regionale di servizio che lo affianca è composto da: Stefania Magini, Gino Palumbo, Domenico Fabellini, Maura Cattani e Luca Paone.

 

Molte iniziative importanti

Una memoria grata va anche alle tante iniziative prese dagli anziani del RnS della regione Lazio (diversi dei quali ora presenti nel “cenacolo comunitario” del Padre). Iniziative che si vennero poi a consolidare a livello nazionale. Possiamo ricordare:

Il Servizio del Canto, che nel 1980, con la partecipazione di undici giovani del gruppo Maria, permetterà, con  la guida di Matteo Calisi, di Marco Emberti Gialloreti e di Silverio Fioravanti, la formazione della Corale nazionale.

I Corsi di preparazione alla Preghiera di effusione dello Spirito Santo. Nel 1975 si tengono ben quattro incontri intitolati: “Vita nello Spirito”, di cinque giorni ciascuno, e che terminano con la preghiera di effusione. Particolarmente “affollato” quello tenuto nell’ottobre 1975 presso le Suore di S. Anna con più di un centinaio di persone. Agli inizi del 1976, il “successo” ottenuto e la richiesta proveniente da tanti gruppi nascenti in Italia porta a organizzare ben altri sette seminari di “Vita nello Spirito”. I seminari si terranno presso le Suore Passioniste. Successivamente i seminari passeranno a livello nazionale,  sotto la guida del CNS.

Il contributo alla nascita delle Riviste del Rinnovamento. Nel Natale 1975 e poi nel febbraio 1976 escono due numeri “unici” (in attesa di autorizzazione) della rivista Risuscitò. Compaiono i primi articoli di padre Mario Delmirani SJ, di padre Natale Merelli, di Manrico Rossi, di Jacqueline Dupuj, di don Spirito (uno dei promotori del RnS in Piemonte), di padre Mario Casella, di Salvatore Cultrera.

Subentrerà nel 1977, a livello nazionale, la rivista Alleluja come “Rivista per un Rinnovamento nello Spirito”, ma già uscita, per la prima volta, nel dicembre 1975 come Rivista del Rinnovamento carismatico cattolico in Italia. Queste prime iniziative, sotto la spinta del CNS, sfoceranno e si consolideranno definitivamente nel gennaio 1985 con la pubblicazione del primo numero della Rivista Rinnovamento nello Spirito Santo (direttore padre Mario Pancera, direttore di redazione don Franco Defendi). Maria Teresa Capuani, come capo-redattrice della Rivista, offre un notevole contributo e Giorgio Amodeo nel gennaio 1984 è presidente della Cooperativa Rivista Rinnovamento nello Spirito.  Anche qui vale la pena fare presente un aneddoto interessante: il primo numero della Rivista ci lascia oggi stupiti perché il titolo dell’articolo che compare, a tutto campo a p. 9, è: “Dicono di noi: Ratzinger”!

HTML Snippets Powered By : XYZScripts.com