Lo sviluppo umano ha bisogno di cristiani

Sabato 17 dicembre 2011 presso l’aula Magna della Pontificia Università Gregoriana si è svolta  una giornata di riflessione sulla formazione socio-politica, promossa dall’associazione nazionale Retinopera, a cui aderiscono più di venti associazioni e movimenti del laicato cattolico, con l’obbiettivo di mediare la dottrina sociale della Chiesa come forma di impegno dei credenti di fronte alla società.

Intervento del card. Angelo Bagnasco

Dopo il saluto del rettore, padre F. X. Dumortier, e l’introduzione del coordinatore di Retinopera, Franco Pasquali, e del segretario Vincenzo Conso, il card. Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, ha sviluppato la relazione sul tema della giornata: “Lo sviluppo umano ha bisogno di cristiani” (C.V. n. 79), mettendo in evidenza il legame tra la responsabilità della singola persona rispetto alla realtà storico-politica e la coscienza.

«La coscienza – ha affermato il Cardinale – è la voce di Dio dentro di noi. È la consapevolezza della responsabilità della persona davanti all’insieme della Creazione e davanti a Chi l’ha creata». Questa tensione interiore, ha precisato il card. Bagnasco, spinge l’uomo a un impegno a favore della vita e della storia, ma sempre più spesso si registra che nella cultura post-moderna questa parola è stata svuotata del suo significato primordiale, teso al discernimento tra il bene e il male, per essere svilita al mero tentativo di giustificare situazioni di comodo e di disimpegno verso se stessi, verso l’altro e verso Dio. Per ovviare a queste degenerazioni il presidente della CEI, ha tracciato alcuni punti essenziali. In primo luogo occorre tenere vivo nella cultura e nel costume odierno il concetto vero di coscienza. È poi necessario sperimentare la coscienza, ovvero imparare e scegliere sempre il bene concreto dell’uomo che coincide con la sua strutturale apertura al futuro. Il terzo passaggio è educare e formare la coscienza poiché una coscienza debole può essere deformata e si esprime in modo distorto al punto di far scambiare l’istintività per spontaneità, l’ingiustizia per giustizia, l’egoismo per amore. Infine la necessità di esercitare la coscienza nel discernimento ecclesiale, poiché per riuscire a compiere una buona scelta occorre un discernimento che non è mai un’iniziativa solitaria, ma include la comunità ecclesiale che si fonda sulla Parola e sul Magistero. Il cardinale Bagnasco ha poi concluso il suo intervento rivolgendo ai presenti un’esortazione ad un coraggioso e sereno anticonformismo che privilegi la coscienza della verità e l’obbedienza ad essa, auspicando «che cresca e maturi un soggetto interiormente coeso e diffuso che, come fermento capillare, stimoli ad una formazione dottrinale sempre più documentata e, al contempo, provochi alla lettura cristiana della realtà».

Alla relazione del Cardinale è seguita quella del prof. Mauro Magatti, dell’Università Cattolica S. Cuore di Milano che, utilizzando gli strumenti delle scienze sociali, ha tracciato una radiografia della situazione presente.

Intervento di Salvatore Martinez

Fra gli interventi dei presidenti delle varie associazioni di Retinopera, vi è stato quello di Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello Spirito Santo, che ha messo in evidenza come la comunione tra le diverse associazioni cattoliche è ormai un fatto concreto, che all’esterno suscita paura e interesse, e si propone di ricomporre in unità il cattolicesimo sociologico e quello pneumatologico. È necessario riconoscere – ha detto Martinez – che la nostra coscienza cristiana è anestetizzata, è perciò urgente un nuovo appello alla coscienza: occorre interpretare il realismo della nostra fede. Le molteplici realtà dell’associazionismo cattolico, nella ricchezza della loro diversità, costituiscono una chiesa di popolo, una chiesa dinamica suscitata e allertata dallo Spirito Santo. Essa però non può più delegare la coincidenza tra fede e vita. Occorre tornare al Vangelo e comprendere la modernità della fede, occorre pensare al presente con il pensiero di Cristo.

Anna Pugliese

 

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