Veglia di Pentecoste, “Non per potenza, né per forza, ma per lo Spirito di Dio”

Numerosi i fratelli e le sorelle dei gruppi e delle comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo del Lazio che venerdì sera, 11 maggio, presso il Santuario del Divino Amore, hanno partecipato alla solenne veglia di Pentecoste, durante la quale lo Spirito Santo ha manifestato, in modo forte e solenne, la potenza del Suo amore che converte, risana e guarisce i cuori. Da subito, attraverso gli animatori della preghiera e la corale regionale, già all’inizio della preghiera comunitaria carismatica, l’assemblea è entrata alla presenza del Signore Gesù, riconoscendo il suo passaggio in un clima di profonda comunione e commozione. «Quelli poi che andavano innanzi, e quelli che venivano dietro gridavano: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!»: attraverso questa prima Parola ricevuta in preghiera, tutti i fratelli e le sorelle presenti sono stati esortati a lasciarsi amare e accogliere da Gesù. «Possiamo essere noi – ha detto un fratello dell’animazione – quelli che ti precedono, che gridano ad una sola voce “Osanna”. Dio vuole entrare nella tua storia. Lasciati amare, accogliere da Gesù. Il Signore passa in mezzo a noi, nulla è sconosciuto al suo cuore. Stendiamo i nostri mantelli ai suoi piedi con fiducia; vogliamo inginocchiarci e riconoscerti come Re. Possa io toccare il tuo mantello e rinascere; piego ogni parte della mia vita. Possiamo riconoscere la tua autorità sulle nostre vite; guariscici Spirito Santo». Attraverso l’invocazione allo Spirito Santo e un armonico canto in lingue che si è innalzato fino al cielo, come canto d’intercessione e allo stesso tempo di giubilo, molti cuori di pietra si sono lasciati trasformare affinchè diventassero cuori di carne ed il Signore non ha tardato donando la Sua Parola («Venite, ritorniamo al Signore» tratta da Os 6,1) attraverso la quale si è stati invitati proprio a fare ritorno a Lui, prendendo consapevolezza del nostro essere come stoppini spenti, bisognosi di essere accesi unicamente dallo Spirito Santo, facendo vivere all’assemblea un tempo di grande guarigione e liberazione. Durante questo particolare momento di preghiera, attraverso le parole di un canto profetico, «Talità kum, io ti guarisco; talità kum io ti risano, talità kum, sono qui per te, rialzati ancora», il Signore Gesù, come faceva quando attraversava le strade della Galilea, è passato accanto a ciascun fratello e sorella lì presente, prendendosi cura delle loro infermità spirituali e corporali, operando una grande guarigione e liberazione dalla schiavitù del peccato di cui molti erano prigionieri. Il Signore ha rinnovato l’alleanza con il Suo popolo al quale, al termine della preghiera comunitaria carismatica, ha donato una Parola importante, attraverso la quale comprendere quanto Egli ha compiuto: «Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo e per amare il nome del Signore, e per essere suoi servi, quanti si guardano dal profanare il sabato e restano fermi nella mia alleanza, li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera» (Is 56, 6-7) La bellezza e la grandezza dell’agire dello Spirito Santo in ciascuno dei suoi figli, è stata annunciata anche durante la celebrazione eucaristica, attraverso le parole dell’omelia di Padre Giovanni Alberti, assistente spirituale del Rinnovamento nello Spirito Santo del Lazio, che ha presieduto la Santa Messa e che ha ricordato il ruolo importante svolto dalla Beata Elena Guerra nel far conoscere e diffondere il culto dello Spirito Santo, considerato “il Grande sconosciuto”, facendo riferimento all’Enciclica di Leone XIII Divinum Illud Munus, e a quanto è accaduto con e a seguito del Concilio Vaticano II. «Quell’evento – ha detto Padre Giovanni parlando della Pentecoste – ribalta completamente l’atmosfera del cenacolo. Se prima gli apostoli erano paurosi, non in grado di farsi annunciatori della Parola, con lo Spirito Santo da timorosi diventano coraggiosi. Migliaia di persone, in poco tempo, ascoltano e si convertono». «Noi – ha continuato l’assistente spirituale – siamo il frutto di quella Pentecoste. Nel primo giorno della novena vogliamo che questo prodigio non si realizzi solo qui, ma anche nelle nostre case, trasformandole in cenacoli. Partendo da questa notte di veglia, portiamo la fiaccola dello Spirito Santo ovunque andremo». Con la gioia e la gratitudine nel cuore, accompagnati da Maria, che era presente nel cenacolo insieme agli apostoli, i fratelli e le sorelle del Lazio sono ripartiti per tornare nelle loro case con la certezza che quanto hanno sperimentato è accaduto «non per potenza, né per forza, ma per lo Spirito di Dio».

Veronica Diomede

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