A Rimini animatori e responsabili del Lazio. Insieme per servire in comunione

Nell’anno del Giubileo d’oro del Rinnovamento nel mondo, numerosi i fratelli e le sorelle dei gruppi e delle comunità del Rinnovamento nello Spirito (RnS) del Lazio che hanno partecipato, dal 7 al 10 dicembre presso il Palacongressi di Rimini, alla 41a Conferenza Nazionale Animatori sul tema «Riguardo ai doni dello Spirito, non voglio lasciarvi nell’ignoranza» (cf. 1 Cor 12,1) alla quale hanno preso parte circa 4000 animatori provenienti dalle diverse regioni d’Italia.

In un clima di gioia e di comunione fraterna tra tutti i convenuti, anche il popolo del Rinnovamento del Lazio ha potuto vivere un tempo di grazia per rinnovare il proprio incontro con il Signore Gesù e riscoprirsi comunità carismatiche missionarie, a servizio di ogni uomo e delle sue povertà. Chi prestando il proprio servizio in diversi ambiti, chi prendendo parte all’animazione della preghiera comunitaria, come il coordinatore regionale Andrea Campagna e il delegato nazionale per le missioni don Patrizio Di Pinto, chi dall’assemblea, ogni fratello e sorella ha potuto fare esperienza della presenza dello Spirito Santo, che in modo straordinario ha guidato i diversi predicatori e testimoni del Rinnovamento provenienti dall’Italia, dal Brasile e dagli USA, aiutando a declinare alcune espressioni chiave che hanno caratterizzato la Conferenza, come “esperienza dello Spirito”, “vita carismatica”, “discepolato carismatico” e “comunità carismatiche missionarie”, analizzate anche durante i 16 simposi di approfondimento previsti nell’arco delle due giornate centrali: tra coloro che sono intervenuti Mons. Francesco Lambiasi, Vescovo di Rimini; Ralph Martin, testimone delle origini del Rinnovamento negli USA; Rogério Soares Dos Santos, Teologo e responsabile del Rinnovamento in Brasile; Johnny Bertucci, Coordinatore del Comitato Nazionale di Servizio del Rinnovamento negli USA e Presidente di The Ark and The Dove (il Centro dove si svolse il Ritiro con cui il Rinnovamento ha avuto inizio); P. Eduardo Dougherty sj, fondatore di Rede Século 21 (Brasile) e iniziatore del Rinnovamento in Brasile; Mons. Filippo Santoro, Arcivescovo di Taranto e Presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali dei cattolici italiani; Mons. Simone Giusti, Vescovo di Livorno. A guidare uno dei simposi pomeridiani dal titolo “L’esperienza dello Spirito Santo nell’accoglienza”  anche Marco Martinelli, membro del Comitato regionale di servizio del Lazio.
Una meravigliosa opportunità, quella della Conferenza animatori di quest’anno, per riprendere il cammino consapevoli del fatto che «vita nello Spirito, vita carismatica, conversione permanente, vita fraterna – come ha ricordato il Coordinatore Mario Landi nella sua relazione introduttiva – sono così intimamente connesse che non è possibile vivere con autenticità una di queste dimensioni senza essere coinvolti nelle altre» e che «il nostro servizio carismatico si fa “carità” nella storia andando incontro alle diverse fragilità dell’uomo con la forza e la potenza dello Spirito Santo». A chiudere la 41a Conferenza Nazionale è stato l’intervento del presidente nazionale Salvatore Martinez con la sua relazione conclusiva “Battesimo nello Spirito Santo, lode, servizio all’uomo”. Durante il suo intervento, riprendendo le parole pronunciate da Papa Francesco il 3 giugno scorso al Circo Massimo, il Presidente ha ripercorso le tre caratteristiche identitarie del RnS, legate all’essere comunità carismatiche e missionarie e, riprendendo anche le definizioni date da alcuni teologi padri del Rinnovamento, ha focalizzato la sua attenzione sulla necessità di rafforzare la comunione fraterna generata dall’effusione dello Spirito Santo. «La comunione – ha ricorda il Presidente, richiamando poi animatori e responsabili a coltivare la via carismatica come via dell’amore – è qualcosa che nasce nell’incontro, dal dono dell’Effusione e dall’essere accomunati dal medesimo destino. Tutte le volte che siamo difettosi di questa fraternità noi spogliamo il nostro cammino della sua originalità. Negli Atti degli apostoli – ha continuato Martinez – la comunità era il luogo in cui ci si voleva bene, ci si amava, ci si sosteneva, ci si stimava; i miracoli e i segni avvenivano fuori dal cenacolo. L’anemia carismatica di molti gruppi e comunità si risolve oggi rafforzando la vita comunitaria. Abbiamo troppi animatori e poche comunità. Dobbiamo imparare a stare in una “dipendenza” di amore». Solo così potremmo anche noi annunciare, come ha ricordato Padre Eduardo Dougherty, coadiuvato nel suo intervento da un traduttore d’eccezione, don Patrizio Di Pinto, che «Pentecoste è oggi!», esercitando i carismi, così come ha affermato il Vescovo Lambiasi durante la sua omelia, secondo i sentimenti di Cristo. A Gesù possiamo far firmare, – come ha detto a gran voce Ralph Martin nel suo intervento, il nostro «assegno in bianco». Vogliamo fidarci e affidarci a Gesù certi che «nulla è impossibile a Dio» (cf. Lc 1, 35-37).
 Veronica Diomede
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