“Cieli nuovi” per accogliere Gesù che viene. Così è iniziato l’Avvento

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“Ecco lo sposo! Andategli incontro” (Mt 25,6): è questa la Parola che ha riunito, presso la Parrocchia “San Giovanni Bosco” di Roma, i fratelli e le sorelle dei gruppi e delle comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo del Lazio per la tradizionale Veglia di Avvento. Ancora una volta, il Signore ha manifestato la sua regalità, preparando i cuori ad accoglierlo in modo nuovo. «Anche noi come il santo Simeone – è stato detto proprio all’inizio della preghiera comunitaria carismatica – accogliamo tra le braccia il bambino Gesù che ci viene offerto dalle mani di Giuseppe e di Maria, nel fratello e nella sorella che abbiamo vicino». Durante la preghiera il Signore Gesù ha rivolto un incessante invito a lasciarsi andare tra le sue braccia, ad aprire gli occhi, ad aprire il cuore per lasciarlo entrare e realizzare quanto Egli stesso ha detto attraverso la sua Parola, nella certezza che già prima di invocarlo, Egli risponde, mentre ancora stiamo parlando, Egli ha già ascoltato la nostra preghiera: «Tu mio servo sarai chiamato con un altro nome. Chi vorrà essere benedetto sulla terra, vorrà esserlo per il Dio fedele [] saranno dimenticate le tribolazioni antiche, saranno occultate ai miei occhi. Ecco infatti io creo nuovi cieli e nuova terra; non si ricorderà più il passato, non verrà più in mente, poiché si godrà e si gioirà sempre, di quello che sto per creare,e farò di Gerusalemme una gioia, del suo popolo un gaudio» (Is 65, 15c-18).

Ad una sola voce si è innalzato al cielo l’inno di ringraziamento e di benedizione per quanto il Signore ha compiuto effondendo abbondantemente il suo Spirito sull’intera assemblea, agendo in profondità in tanti cuori, in tante vite, rinnovate dalla tenerezza del suo amore e della sua misericordia. Un nome nuovo, un cielo nuovo, una terra nuova, un popolo nuovo benedetto dal Signore, chiamato a celebrare ancora una volta la sua misericordia: «Si diletti l’anima vostra della misericordia del Signore; non vogliate vergognarvi di lodarlo» (Sir 51,29).

Come lampade accese incontro al Signore che viene

Al termine della preghiera comunitaria carismatica ha avuto inizio un tempo di profonda adorazione e d’intercessione alla presenza di Gesù Eucaristia. Come il Roveto Aardente queste lampade hanno iniziato ad ardere dell’Amore dal quale ci si è lasciati rivestire, riconoscendo e celebrando in modo solenne la regalità di Gesù, la sua signoria, la sua presenza viva in mezzo al popolo, che ad unisono innalzava la voce gridando “Gesù t’adoriamo”. È stato un tempo durante il quale, come le vergini sagge del vangelo, ci si è preparati all’arrivo e all’incontro con lo sposo, chiedendo allo Spirito Santo che la lampada del cuore, della fede, della vita di ciascun fratello e di ciascuna sorella, venga colmata dall’olio del Suo Santo Spirito e da un desiderio sempre più grande di incontrarlo. È stato un tempo durante il quale, invocando con potenza il nome di Gesù – il nome al di sopra di ogni altro nome – è stata chiesta una profonda liberazione da tutto ciò che è stoltezza, da tutto ciò che è male, da tutto ciò che è peccato, da tutto ciò che impedisce di testimoniarlo, di annunciare il suo nome, da tutto ciò non rende possibile l’incontro con il Signore della vita. È stato un tempo, al termine del quale, si è innalzata una lode potente che ha squarciato i cieli, riconoscendo il compiersi della Parola donata dal Signore durante il Roveto ardente: «Ed ora, Signore, volgi lo sguardo alle loro minacce e concedi ai tuoi servi di annunziare con tutta franchezza la tua parola. Stendi la mano perché si compiano guarigioni, miracoli e prodigi nel nome del tuo santo servo Gesù»(At 4,29-30).

Veronica Diomede

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