Capodanno giovani: un "talento" per essere dono

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“Ricevete lo Spirito che rende figli”

Sappiamo che il Signore fa meraviglie anche con cose apparentemente sempre uguali, come un brano trito e ritrito del Vangelo, la solita messa, la solita preghiera al gruppo, quindi possiamo solo immaginare le opere straordinarie che lo Spirito compie in mezzo a noi quando Dio si mette in testa di fare qualcosa di veramente nuovo. 

Sappiamo che il Signore fa meraviglie anche con cose apparentemente sempre uguali, come un brano trito e ritrito del Vangelo, la solita messa, la solita preghiera al gruppo, quindi possiamo solo immaginare le opere straordinarie che lo Spirito compie in mezzo a noi quando Dio si mette in testa di fare qualcosa di veramente nuovo. Ebbene c’è chi queste meraviglie non le ha solo immaginate ma le ha anche vissute: stiamo parlando di tutti coloro che il Capodanno lo hanno passato alla Fraterna Domus a Sacrofano insieme al Signore.
Un primo cambiamento è stato in coloro che hanno partecipato: per la prima volta infatti giovani e over30 hanno vissuto l’evento regionale insieme, condividendo esperienze, preghiere e la gioia di stare uniti alla presenza del Signore. Completamente rinnovata è anche l’equipe giovani con la nuova delegata della regione Olimpia Magnifici. Ma alla fine la novità più straordinaria di tutte è stato proprio lo Spirito che aleggiava durante questo ritiro; uno spirito di missione, uno spirito di uscita, frutto di ciò che è stato seminato l’anno scorso e che ormai è pronto ad offrire la sua bellezza al mondo.
Durante la mattina del 31, dopo l’intensa preghiera comunitaria carismatica che ha visto tra gli animatori il membro del comitato regionale Silvia Storgato, ha avuto luogo la catechesi del delegato nazionale per i giovani Angelo Brancaleone. Il tema della relazione era tratto dalla lettera di San Paolo Apostolo ai Romani al capitolo 8: “Voi infatti non avete ricevuto uno spirito di schiavitù per cadere nuovamente nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione per il quale gridiamo: «Abba, Padre»”. L’intervento si è rivelato straordinario non solo per i contenuti, ma soprattutto per l’esperienza che ha permesso di riscoprire l’identità dell’essere figli: identità che non si perde con l’età, che ci fa riscoprire, come bambini, il bisogno incessante di rifugiarci fra le braccia del Papà celeste, di vivere ogni giorno questo Amore immenso e gratuito.
Nel pomeriggio adulti e giovani hanno svolto le attività separatamente. I primi sono stati invitati alla riflessione personale e preghiera, su tema “La preghiera per essere esauditi”. La conseguenza dell’essere figli di Dio infatti è che “La preghiera rivolta a Dio non rimane mai inascoltata ma se per un tempo sembra che Dio non risponda è perché sta preparando qualcosa di più grande”, hanno spiegato i relatori. I ragazzi invece hanno lasciato che la misericordia traboccante vissuta prima si trasformasse in qualcosa di concreto per gli altri: così, dando corpo a questo Spirito di missione, hanno realizzato e presentato tramite scenetta dei progetti di evangelizzazione. Tra questi il più bello, l’idea di portare in un pub serate a tema Gesù con musiche e piatti ad hoc, è stato premiato con il pagamento dell’iscrizione alla GMG.
Successivamente è stata celebrata la Santa Messa presieduta da don Gerardo Battaglia, che con una delle sue brevi ma sempre efficaci omelie ha spiegato il momento favorevole per incontrare Cristo è rappresentato dal nostro presente e non dal nostro futuro: non possiamo indugiare e rischiare di perderlo, ma sull’esempio di Maria, primo tabernacolo del mondo, dobbiamo cogliere l’attimo e dire il nostro “amen”, perché solo così sperimenteremo la pienezza dell’amore del Signore. Terminata la cena il passaggio della mezzanotte è stato celebrato davanti a Gesù Eucarestia, il miglior modo possibile per un giovane cristiano di vivere il passaggio all’anno nuovo. A seguire una nottata di festa tra canti, balli, freschezza e vitalità tipiche di chi ha Dio nel cuore.
L’indomani è stato tutto un coro di ringraziamenti, testimonianze e saluti, in cui ha però trovato spazio un momento davvero significativo: come segno è stato consegnato ai giovani uno scrigno con dentro un “talento” di cioccolata, simbolo del mandato che abbiamo ricevuto in questo capodanno, ricordando l’invito di Brancaleone di essere dono per gli altri, e di far fruttare con i carismi la misericordia di Dio nel mondo.

Pietro Francesco Miceli

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