Gli incontri a San Giuda Taddeo

S.Giuda Quaresima 2015

«Vi darò un cuore nuovo» (Ez36,26)

c/o la Parrocchia San Giuda Taddeo, Apostolo Via A. Crivellucci, 3 Roma
dal 5 marzo ore 20.30

Nell’ambito delle attività per una nuova evangelizzazione il Comitato diocesano del Rinnovamento nello Spirito Santo di Roma Est, in collaborazione con Mons. Marco Ceccarelli, parroco di San Giuda Taddeo, Apostolo, ha previsto, nel periodo quaresimale e pasquale, alcuni incontri di preghiera e testimonianza con il desiderio di condurre tutti i partecipanti a un incontro personale con Cristo Gesù. Prossimo incontro il 19 marzo.

L’Amore Paterno esiste da sempre
L’ostacolo alla gioia

L’Amore Paterno esiste da sempre spunti di riflessione dall’insegnamento di Mario Landi
Dio Padre ha toccato la mia vita. Parlare di Dio Padre spesso porta a trasferire su di lui le caratteristiche della paternità umana mentre è il contrario e cioè i nostri padri devono somigliare a Dio Padre perché solo in Dio c’è la vera Paternità.
Parlare dell’amore di Dio non è facile perché ciò che si deve trasmettere è l’esperienza del suo amore fatta personalmente.
Dio non è un giudice che detta delle norme ma è Amore: tutti siamo bisognosi d’amore e solo Dio è in grado di ricolmarci e soddisfare questo nostro grande bisogno.
Il peccato è la nostra ricerca d’amore fatta però in modo sbagliato, una ricerca che finisce per allontanarci da Dio, il quale ci conosce e sa come il nostro rapporto con lui sia condizionato dalla nostra paura di essere giudicati, Egli allora ribalta il concetto che abbiamo di Lui… e ci ricolma della sua misericordia.
La nostra società purtroppo sta cercando di eliminare Dio, ma se Dio è amore si capisce come il rischio di una società senza Dio sia quello di una società senza amore.
La paternità di Dio è oblativa a tal punto da dare il suo Figlio perché la nostra vita possa essere in Lui e con Lui in eterno. Il segno che Dio ci ama è Gesù! Anche se Gesù crocifisso, sulla croce, potrebbe sembrare il più grande fallito, Lui è risorto e glorioso e anche a noi dona la vittoria sulla morte.

Rossella D’Alfonso

L’ostacolo alla gioia spunti di riflessione dall’insegnamento di Carla Osella
Il peccato è una ferita che portiamo nel cuore. Cosi inizia la catechesi gioiosa e vera di Carla Osella.
Una domanda che mi viene spesso rivolta: Gesù perdona sempre? Ogni tipo di peccato? Sì, se noi chiediamo perdono al Signore, egli è pronto ad allargare le braccia per accoglierci ancora nel suo amore. Lui non può fare a meno di amare.
Oggi, secondo la mentalità corrente, tutto è lecito, tutto si può fare, sempre! Ognuno si sente libero, ma chi ha scoperto e conquistato la vera libertà, sa che si tratta di un’altra cosa. C’è oggi tra gli uomini una forte inquietudine, ci sono ferite profonde dell’anima e c’è tanta disperazione. E allora dove si può andare per trovare pace e guarigione? Dovremmo andare da Dio per riconciliarci? Per guarire? Non tutti lo fanno però. La gioia e la pace toccano il cuore solo di chi si mette in cammino verso Dio, di chi si pone delle domande di senso e cerca Dio con cuore sincero, di chi ogni giorno sperimenta nella propria vita nel bene e nel male la potenza dello Spirito Santo.
Spesso capita che noi diventiamo i vasai e cerchiamo di modellare Dio a nostro piacimento dimenticando che Dio ha modellato noi perché lui è il vasaio!
E allora quali sono gli ostacoli alla gioia? Noi siamo peccatori e il peccato ci toglie la gioia, ci schiavizza, ci lega, ci rende infelici e scontenti. Dio vuole che ci distacchiamo dal peccato perché vuole donarci la gioia vera, una gioia incontenibile e oggi è il tempo favorevole, in questo momento, non rimandare a domani.
Anche se peccatori, il nostro cuore può aprirsi all’azione dello Spirito Santo, sempre in ogni momento della vita soprattutto quando ci sentiamo scoraggiati, afflitti, stanchi. Infatti il peccato con cui ci ribelliamo a Dio è una mancanza di amore prima verso noi stessi e poi verso Dio Padre perché Dio vuole la nostra felicità.
«Venite a me, chiedete ciò di cui avete bisogno» (cf Mt 11, 28), ci esorta il Signore. Se la chiediamo con fede Dio darà a noi la gioia: un cuore libero è un cuore gioioso. E come restare in questa gioia? Ringraziando sempre di tutto quello che abbiamo, fin dal primo momento in cui apriamo gli occhi la mattina. «Esultino e gioiscano in te quanti ti cercano» (Sal 39, 17).
Mendicanti dell’amore di Dio, questo dobbiamo essere. Dobbiamo cercare di entrare in relazione d’amore con ciò che ci circonda. Vivere la vita come una grande relazione d’amore. Amore per tutto ciò che si fa!
La gioia è il dono grande che Dio tramite suo figlio Gesù ha fatto al mondo! Ma come avere in se stessi la pienezza della gioia? San Paolo ce lo svela: «Pregate incessantemente e rendete in ogni cosa grazie a Dio» (cf Ef 6, 18).
Dio ci chiama alla gioia e ci fornisce anche gli strumenti per ottenerla, come? Attraverso la bellezza delle Beatitudini!
Le beatitudini sono per uomini coraggiosi, che accettano i propri limiti così come hanno fatto tanti santi. Beati quelli che sanno adorare, ringraziare, accogliere.
E la tua beatitudine, qual è?

Paola Di Pirro

 

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