I Veglia di Quaresima con il nuovo Comitato

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“Fare pulizia” per volare alto
Roma, 6 marzo – Divino Amore

«È tempo di Quaresima. E questo non deve rappresentare motivo di tristezza, ma tempo in cui ci prepariamo a vivere il mattino luminoso di Pasqua!». Così don Patrizio Di Pinto, coordinatore regionale uscente, ha salutato i migliaia di fedeli radunati, venerdì 6 marzo, presso il Santuario del Divino Amore per la tradizionale veglia di Quaresima.

«Non siamo qui per caso, ma perché il Signore ci ha chiamato per essere “il nostro riposo”» ha detto Di Pinto rivolgendosi all’assemblea. Cambiamento, rinnovamento e conversione, sono state le parole chiave. Ma la Veglia è stata anche l’occasione per fare il passaggio di consegne. Un luogo privilegiato per salutare il vecchio Comitato regionale di servizio, e per introdurre il nuovo: Andrea Campagna, nuovo coordinatore regionale, Silvia Storgato, unica donna del gruppo, Marco Martinelli, già coordinatore diocesano di Roma Est, Gianni Lazzarin, già referente del gruppo  in formazione presso l’Azienda ospedaliera Sant’Andrea e Alessandro Tacchini, già delegato regionale per l’evangelizzazione. Cinque giovani «chiamati per essere servi, questo è il loro titolo onorifico» ha precisato don Patrizio Di Pinto.

Accompagnati dal Comitato uscente, sono stati proprio loro a guidare il momento di preghiera che ha preceduto la Celebrazione eucaristica. «Come bambini vogliamo, nella lode, accogliere il Regno di Dio, di giustizia e di pace» ha esordito Andrea Campagna. È nel giubilo che il Signore «passa e libera chi non è capace di donare. Allontana lo spirito muto, spezza le catene, rinnova, fa rivivere. Guarisce dall’idolatria e dalla superbia che allontana i cuori». Esortazioni confermate anche dalla Parola. «Fate dunque morire ciò che in voi è terreno: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e cupidigia, che è idolatria» (Col 3, 5).

La Parabola dei vignaiuoli – durante la Celebrazione eucaristica – ha offerto invece lo spunto per riflettere sulla capacità di ciascuno di accogliere il Regno di Dio nella propria vita. La vigna è il luogo dell’amore di Dio per il suo popolo. «E noi – ha chiesto don Patrizio Di Pinto durante l’Omelia –  come accogliamo Gesù? Come stiamo curando la vigna? Cosa facciamo per essere guardati dal Padre e graditi a Lui?».

Poi, con le ginocchia piegate e i cuori adoranti è stato accolto Gesù nell’Adorazione eucaristica. L’assemblea si è abbandonata a un profondo tempo di preghiera e di invocazione per chiedere la liberazione dei cuori da quei blocchi interiori che ostacolano l’integrità dell’essere figli di Dio.

E proprio con la gratitudine di figli e di fratelli nella fede, la Veglia si è conclusa con una preghiera per il nuovo incarico di don Patrizio Di Pinto, da poco nominato Consigliere aggiunto del CN per le missioni.

Laura Gigliarelli

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