Incontro Pastorali RnS Lazio

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Servizio pastorale: non è il ruolo che abilita a servire, ma l’amore! 

Si sono dati appuntamento alla Casa del Pellegrino al Divino Amore, domenica 1 febbraio, tutti i pastorali dei gruppi e delle comunità del RnS Lazio, un incontro per dire grazie del mandato che sta per concludersi e per guardare al futuro in vista dei prossimi rinnovi.

 

Dare la vita per i fratelli

«Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi» (Mt 1, 23). Con questa Parola, durante la preghiera carismatica, il Signore «ha dimostrato la volontà di rinascere di nuovo su un corpo unito. Tutto viene sottomesso a Lui», hanno commentato i fratelli del Comitato regionale di servizio durante l’animazione.
Ancora, con la Prima Lettera di Giovanni, è stata posta l’attenzione sulla chiamata all’amore, che è di tutti: «Egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli». Un amore per gli altri fatto di concretezza e nella verità: «Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità» (cf 1 Gv 3, 16-18).
Nell’ultimo mandato, al di là delle debolezze umane, il Signore ha operato nei gruppi e nelle comunità del Lazio con progetti e idee sempre nuovi. Ora, in occasione delle prossime elezioni pastorali, «sta porgendo il suo sguardo su quelli che Lui hai già scelto. E noi – ha detto il coordinatore regionale, don Patrizio Di Pinto – vogliamo presentarli al suo cuore di Padre». Il Pastore per eccellenza che «fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul seno e conduce pian piano le pecore madri» (Is 40,11).

Il saluto del Comitato uscente

Dopo la preghiera si sono alternati gli interventi dei membri di Comitato presenti all’incontro. Ciascuno di loro ha rivolto il proprio grazie a Dio e ha lanciato all’assemblea alcune raccomandazioni.

«Se non facciamo soffiare lo Spirito Santo – ha esortato Luca Paone, il più giovane dei membri di Comitato – facciamo morire il Rinnovamento. Perciò, come dice San Paolo, non disprezzate le profezie e puntate alla santità di spirito, anima e corpo».

A portare la sua testimonianza, dopo tre mandati nel Comitato regionale, è stata Stefania Magini. «Tre esperienze completamente diverse – ha raccontato -, ma in ognuna il Signore ha fatto qualcosa di nuovo e di importante. Questo è un impegno, come tutti i mandati pastorali, che va vissuto appieno, non è un optional. Occorre avere una tensione spirituale sempre alta verso i fratelli, una mentalità di ascolto che consente di riprendere tutto e di riportarlo davanti a Gesù. Chiudo questa parte della mia storia convinta che inizierà nel Lazio un tempo nuovo, già inaugurato da Papa Francesco».

Anche Maura Cattani ha iniziato il suo saluto benedicendo Dio per il tempo che è stato e per il tempo che verrà. Dopo un lungo discernimento, fatto con il marito Livio e  con i fratelli del gruppo, ha deciso di non confermare la propria disponibilità per il prossimo quadriennio. «Ma il Signore – ha spiegato commossa -, mi dice che non è il ruolo che ti abilita a servire, ma l’amore! Il servizio è una chiamata ad amare di più, un di più che ti allarga il cuore. E anche se finisce il ruolo, il cuore non può tornare indietro!».

A chiudere il giro di interventi è stato don Patrizio Di Pinto, da poco nominato consigliere aggiunto per l’ambito Missioni. «Difficilmente vi libererete di me – ha ironizzato don Patrizio – e questo per due motivi: uno perché non credo al ruolo, faccio le cose perché mi sento: servo; e due perché sono diventato responsabile per le missioni quando ancora ricopro l’incarico di Coordinatore del Lazio, questo significa che la chiamata non è solamente mia ma riguarda tutti voi. Preparate le valigie, la Moldavia vi aspetta!». Poi, ricordando gli anni passati, ha concluso: «Io che sono debole mi sono sentito forte con la vostra presenza. Continuiamo a camminare in comunione».

La giornata si è conclusa con la Celebrazione eucaristica presieduta da don Patrizio di Pinto. A concelebrare anche don Aldo Buonaiuto, dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi.

La Redazione

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