Veglia di Avvento

Avvento

Avvolti di luce, raggianti e risorti!

Al Divino Amore la Veglia di Avvento del RnS Lazio tra lode e adorazione.

«Siamo venuti per essere accolti dal Signore», con queste parole il coordinatore regionale don Patrizio Di Pinto ha aperto la tradizionale Veglia di Avvento che ha radunato a Roma migliaia di fratelli dei gruppi e delle comunità del Lazio presso il Santuario del Divino Amore.

In una lode viva e gioiosa, l’assemblea, radunata in festa, ha accolto la Parola di Gesù: «Volgetevi a me e sarete salvi, paesi tutti della terra, perché io sono Dio; non ce n’è altri» (Is 45, 22); e ancora: «Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te» (Is 60, 1); e infine: «Non si udì parlare da tempi lontani. Orecchio non ha sentito, occhio non ha visto che un Dio, fuori di te, abbia fatto tanto per chi confida in lui» (Is 64, 3).

Una Parola che è luce e che illumina ogni uomo per rivestirlo di splendore e di salvezza, rendendolo raggiante e risorto. Nella lode c’è la confidenza, c’è la consegna della propria vita al Signore per la salvezza dalle tenebre, dalla depressione e dalla tristezza. Un Signore, un Dio, un Re, che combatte per ciascun uomo la battaglia della salvezza: «E allora… Li renderò forti e invocheranno il nome del Signore». Attraverso lo Spirito Santo, poi, «il Signore prende le mani, rialza e dilata il cuore». È così che «un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: “Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore”» (Lc 2, 9-12).

Al termine della preghiera, La Veglia di Avvento è stata anche l’occasione per riconoscere ufficialmente alcuni gruppi della regione: il gruppo “Emmaus” della Diocesi di Albano, il gruppo “Cristo Re” di Roma est, il gruppo “Valle di Sittim” di Roma sud, il gruppo “Figli della Luce” di Roma nord, il gruppo “Sposa dello Spirito Santo” di Sermoneta (Latina), il gruppo “San Giuseppe lavoratore” di Latina Scalo e il gruppo “Cattedrale Santa Maria” di Sezze (Latina). «Dopo un cammino lungo di anni – ha spiegato don Patrizio Di Pinto – di crescita e anche di sofferenza, questa non è una meta ma una tappa, un trampolino di lancio per vivere in maniera forte l’esperienza carismatica e profetica».

A concludere la serata è stato proprio lo sguardo benedicente del “Gesù vivo, vero e vivente. Del Verbo che si è fatto carne”, in un tempo di Adorazione e di consolazione per contemplare la pace, la compassione e la bellezza che viene da Dio per il bene del mondo, dei giovani, delle famiglie e dell’umanità intera. E sempre in adorazione, un fiume di persone, con i flambeau accesi, si è riversato all’esterno per una breve processione, in un silenzio adorante, da un ingresso all’altro del Santuario nuovo. Intenso ed emozionante, tra sguardi e abbracci. «Così – ha detto don Patrizio Di Pinto al rientro nel Santuario –  si manifesta l’antica profezia: “E poi il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce” (Is 9, 1) ». Un dono incredibile da portare nel mondo con la promessa che Gesù “rimane con noi”.

Laura Gigliarelli

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