Convegno diocesano Roma Ovest

Logo RnS Spirito SantoEssere comunità evangelizzatrice

Domenica 29 giugno i gruppi del settore Ovest della diocesi di Roma hanno vissuto insieme il loro Convegno diocesano presso la Casa provinciale “Regina Mundi” delle Figlie della Carità.

È stata una giornata di preghiera e di serena condivisione, segnata da due tempi forti, oltre alla Celebrazione eucaristica: la catechesi di mons. Paolo Selvadagi, Vescovo ausiliare del settore Ovest di Roma, nella mattinata e l’adorazione eucaristica pomeridiana.

Merita ripercorrere brevemente la catechesi di mons. Selvadagi sulla recente Esortazione Apostolica Evangelii gaudium di Papa Francesco. «Il Papa – ha spiegato mons. Selvadagi – non ha avuto timidezza nel dire che l’Evangelii gaudium dovrebbe cambiare le cose». Il primo punto è che tutta la vita di fede deve essere incentrata sull’incontro personale con Gesù Cristo. In questo viene ribadita la continuità con quanto espresso da Benedetto XVI nell’enciclica Deus Caritas est: la fede è l’incontro con una Persona che produce comportamenti coerenti e chiarezza di idee sulla realtà di Dio e dell’uomo. Il secondo punto è la necessità di consolidare la comunità fraterna. In particolare mons. Selvadagi ha sottolineato le modalità indicate ai sacerdoti: il Pastore sta davanti al gregge, per esserne il riferimento, in mezzo al gregge, e ne «prende l’odore», e dietro al gregge, perché il popolo santo di Dio ha una percezione delle cose che, se compresa per tempo, ne indica la direzione. In questo Papa Francesco è un lettore attentissimo della Lumen gentium dove si parla del sensus fidei che è di tutti, vescovi, presbiteri e fedeli. Papa Francesco, ha ricordato il Vescovo, è convinto che nell’Occidente, dove molti hanno ricevuto il primo annuncio nella loro adolescenza, il substrato cristiano è vivo: «ci siamo dimenticati che nelle nostre famiglie c’è lo Spirito Santo, c’è la presenza di Dio nascosta. Dobbiamo uscire e incontrare le persone per testimoniare l’amore di Dio e aiutarle a liberarsi dei blocchi che hanno avuto nella vita».

Mons. Selvadagi ha dato particolare importanza all’espressione “comunità evangelizzatrice”, usata ripetutamente da Papa Francesco: «La Chiesa è in uscita, è la comunità dei discepoli missionari che prendono l’iniziativa. Non si è discepoli se non si esce. La comunità evangelizzatrice sa prendere iniziativa, sa andare incontro per invitare gli esclusi. Va a toccare la carne sofferente di Cristo». Questa comunità evangelizzatrice sa anche accompagnare l’umanità con molta pazienza, sa che deve aspettare i tempi. Infine è una comunità che fa festa, perché la festa appartiene alla natura stessa del cristianesimo.

A conclusione della catechesi, mons. Selvadagi si è fermato con tantissima disponibilità a rispondere alle domande di tutti, spiegando con semplicità paterna gli orientamenti della Chiesa sui temi della famiglia e dell’evangelizzazione: è stata l’esperienza vissuta di avere il proprio Pastore davanti al gregge, in mezzo al gregge e dietro al gregge.

Donatella Magri

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