Veglia di Quaresima – Cronaca

 Pasqua, speranza di Vita nuova

 «Il Signore ci ha chiamato perché vuole farci fare Pasqua!»: con questo invito è iniziata la veglia di Quaresima del Rinnovamento nello Spirito Santo del Lazio, il 7 aprile scorso, presso il Santuario del Divino Amore a Roma, alla presenza del coordinatore regionale, don Patrizio Di Pinto e del Comitato regionale di servizio. Un tradizionale appuntamento che ha visto la partecipazione di migliaia di persone da tutta la Regione. 

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Un abbraccio d’amore e di misericordia

Un popolo in preghiera che ha lodato, ringraziato e invocato lo Spirito Santo con una fede carismatica che non fa dubitare della misericordia di Dio e permette di sentire e di vivere la sua straordinaria consolazione. Ecco la promessa del Signore: Dopo questo, io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo […]. Anche sopra gli schiavi e sulle schiave. Farò prodigi nel cielo e sulla terra” (cf Gl 3, 1-3).

«Allontanando lo spirito di desolazione e di tristezza, il Signore – hanno annunciato i fratelli dell’équipe di animazione della preghiera – viene a fare prodigi, ad allontanare gli idoli perché nulla possa essere anteposto a lui. Senza cercare scorciatoie o rifugio nell’uomo attraverso le arti magiche, gli oroscopi, gli amuleti e ogni forma di superstizione e di magia (cf At 19, 19), questo è il tempo per essere rinnovati, per fare pulizia nei nostri cuori, nella nostra vita, perché la vera fortuna è aver incontrato Gesù».

È stato l’abbraccio di Dio il momento più intenso e sentito della Preghiera comunitaria carismatica: gli uni stretti agli altri, in un unico abbraccio. Braccia strette come testimonianza dell’amore di Dio che raggiunge i cuori di tutti, senza esclusione di nessuno.

E poi una parola dal profumo di futuro: «La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. Infatti, mentre noi eravamo ancora peccatori, Cristo morì per gli empi nel tempo stabilito» (Rm 5, 5).

Innescate, scatenate, contagiate, irradiate la gioia!

È stato Mons. Giuseppe Marciante, vescovo del Settore Est di Roma, a presiedere, subito dopo, la Santa Messa. Ispirato dal Vangelo di Giovanni, il Vescovo ha invitato i fedeli a vivere un ideale di vita rinnovata nello Spirito per compiere il grande passaggio dalla morte alla vita. È il passaggio della Pasqua che ci consente di vivere in un’ottica nuova anche l’evento della risurrezione.

«La Quaresima – ha spiegato Marciante – è un tempo penitenziale, un tempo di conversione, un’occasione per intensificare la revisione della nostra vita. Questo attraverso la confessione, per presentare al Signore le nostre debolezze e fragilità, ma anche attraverso il digiuno, troppo spesso ridotto francamente a ben poco, è invece un segno di vero desiderio interiore, di rapporto autentico, forte con Gesù Eucaristia, l’unico vero pane desiderabile capace di saziare. Poi c’è la Via Crucis, che non è solo un esercizio di pietà, ma rappresenta il nostro cammino. Dobbiamo stare accanto al Signore con gli stessi sentimenti di Maria, della Maddalena e di Giovanni. Fatevi “prestare” i sentimenti!».

Un passaggio, quello che si fa durante la Quaresima, che non si ferma al sepolcro, ma va oltre, permette di comprendere e di vivere il dono della risurrezione e quello della vita.

«Poi, il giorno di Pasqua – ha esortato il Vescovo – cantiamo la gioia del Signore Risorto. Come popolo del Rinnovamento avete questa vocazione: innescate, scatenate, contagiate, irradiate la gioia di Cristo nel mondo. Questo il mio augurio di Pasqua».

Gli occhi del cuore

Non solo parole, ma anche testimonianze di vita. Proprio come quella di Davide, un giovane del gruppo di Spinaceto, un quartiere di Roma, che ha raccontato lo stravolgimento della sua vita subito dopo aver ricevuto la preghiera di effusione. «Da solo 10 mesi nel gruppo – ha detto Davide – ho scoperto cose che prima non sapevo neanche esistessero, come ad esempio la preghiera personale. In più ho imparato ad apprezzare le cose belle e vere, come la mia famiglia che ora riconosco come la cosa più importante nella mia vita. È così che il Signore mi ha aperto gli occhi del cuore».

Sia lode e gloria, onore, potenza per sempre

Nella lode e nella gioia, in un Roveto ardente di benedizione, di ringraziamento e di guarigione si è conclusa, intorno a mezzanotte, la Veglia di Quaresima. «Chi ha fatto Pasqua dalla morte alla vita – ha concluso Don Patrizio Di Pinto, coordinatore regionale -, è capace di essere missionario delle meraviglie che il Signore compie per noi. Da tutto il Comitato buona Pasqua: sia veramente il passaggio a una vita nuova, a una vita in Cristo. Sentitevi sempre amati da Dio, questa deve essere la nostra gioia e la nostra forza».

Laura Gigliarelli

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