Convegno regionale 2012 – Cronaca

Sentinelle della salvezza

“Fedele è colui che ha promesso” (Eb 10, 23b), su questa parola, posta a tema del Convegno del RnS Lazio 2012, si sono incontrati presso la Tensostruttura di Fiuggi (FR) circa 3.000 aderenti al Movimento provenienti da tutta la regione. Riviviamo insieme i tanti momenti forti di quella giornata.

Ad accogliere i numerosi intervenuti il coordinatore regionale, don Patrizio Di Pinto, sul palco insieme ai membri del Comitato regionale di servizio. Con loro il coordinatore nazionale Mario Landi che ha portato il saluto del Comitato nazionale di servizio. «Siamo – ha detto rivolgendosi ai presenti – la città posta sul monte per la gloria di Dio».

Le figure emblematiche di Nicodemo e Zaccheo hanno tracciato, grazie alle parole donate nel corso della preghiera comunitaria carismatica, un percorso che ognuno è stato invitato a fare. La figura di Nicodemo ha messo in luce il desiderio di Gesù di vedere anche ciascuno dei presenti rinascere dall’Alto, uscire dalle tenebre del peccato. Quella di Zaccheo, la sua conversione, il riconoscimento del proprio peccato e la restituzione di quanto sottratto, hanno fatto da sfondo a un momento forte di professione di fede e all’invito a compiere, come lui, le opere di giustizia restituendo quanto sottratto. Un abbraccio fraterno, reciproco, a conclusione della preghiera, ha voluto dare proprio il senso di questa restituzione.

In festa per il Giubileo del Rinnovamento

La Festa per il Quarantennale del Rinnovamento ha aperto il tempo della memoria e della profezia. Mario Landi, in procinto di partire per raggiungere i fratelli delle Marche, anche loro riuniti in Convegno, lo ha introdotto ricordando che il Rinnovamento in Italia è nato proprio nel Lazio. Ha fatto memoria delle parole di Giovanni Paolo II: «Sì, il Rinnovamento può considerarsi un dono dello Spirito alla Chiesa», di quelle del card. Suenens che sottolineava l’importanza determinante del Battesimo nello Spirito Santo, e di quelle attuali di Benedetto XVI che con grande gioia ha accolto il Rinnovamento nell’Udienza concessa il 26 maggio scorso proprio in occasione del Quarantesimo del Movimento. L’esperienza del Rinnovamento nasce nel Soffio del concilio Vaticano II – ha ricordato ancora il Coordinatore nazionale. Giovanni XXIII auspicava che il Concilio portasse nella Chiesa una nuova Pentecoste, una nuova primavera. Il Rinnovamento è la risposta data dallo Spirito. Un Movimento donato per la Chiesa, non per fini esclusivamente personali. «Lo Spirito – ha detto Landi concludendo – ci fa uomini nuovi per la Sua giustizia; per dare vita a una generazione di uomini e donne nuovi che annuncino al mondo la signoria di Cristo. Non chiusi nel Cenacolo, ma rinnovati per entrare nella storia con il potere dello Spirito Santo».

A Bruna Pernice, nel Rinnovamento dal 1978 e oggi consigliere nazionale aggiunto per le Missioni, il compito di fare da filo rosso alla Festa del Quarantennale che ha riportato alla memoria personaggi e tappe di questo lungo, benedetto cammino.

Da don Dino Foglio, coordinatore nazionale fino al 1997, e Padre Mario Panciera, che ha ricoperto incarichi nazionali e nella nostra regione, entrambi promotori instancabili della grazia del Rinnovamento – nata proprio a Roma, nel 1971, presso l’Università gregoriana, dando vita a un gruppo di lingua inglese – ad altri padri storici quali: p. Robert Faricy, p. Mario Delmirani, l’attuale card. Ivan Dias, p. Francis Sullivan, p. Domenico Grasso. Bruna Pernice ha fatto ancora un po’ di storia ricordando la successiva nascita del gruppo Emmanuele, di lingua italiana, e del gruppo Maria dal quale sono nati tanti gruppi in tutta l’Italia. Subito dopo, come a segnare un passaggio di testimone dai tempi degli inizi a oggi, ha introdotto alcuni fratelli della regione.

Fernanda Campagna, già coordinatrice diocesana per il settore Roma Nord, che, nel 1975, al seguito di un’amica, entra nella chiesa di Santa Maria della Consolazione, dove si riuniva a pregare il gruppo Maria e l’anno dopo riceve la preghiera di effusione. Successivamente insieme ad alcune sorelle di cammino dà vita al gruppo di preghiera Siloe.

Franca Palladino, già coordinatrice regionale, racconta come, insieme a suo marito Dino, sia entrata a far parte del gruppo Maria nel 1988, dove successivamente sono entrati anche i loro tre figli. Racconta dell’esperienza vissuta da entrambi come delegati regionali per la famiglia. Infine, come coordinatrice per due mandati successivi, testimonia come conservi stampati nel cuore e negli occhi i volti di tante famiglie, di tanti fratelli dei gruppi che sono «la perla preziosa del Signore».

Domenico Fabellini, già membro del Comitato regionale di servizio,  entrato giovanissimo nel gruppo Maria di Colleferro, testimonia come abbia trovato nel Rinnovamento la sua vocazione di uomo, marito, padre, professionista. La gioia di servire il Signore nell’équipe giovani, e di essersi a lui affidato insieme alla moglie Monica nel vivere il loro fidanzamento nella castità e nella tenerezza.

Alessandro Tacchini, attuale delegato regionale per l’evangelizzazione, testimonia come sia stata la preghiera comunitaria carismatica, conosciuta nel gruppo del Rinnovamento a permettere la sua conversione, a dargli slancio verso i sacramenti. Infine ricorda l’ultima iniziativa per l’evangelizzazione, il Flash running mob Credicipuretu, nato lo scorso mese di settembre, per proporre una forma di sano divertimento ai giovani della movida romana.

La gloria di Dio riempie il tempio

L’adorazione ha aperto il tempo forte della spiritualità alla presenza di Gesù Eucaristia. Come in una preghiera ininterrotta, è risuonata ancora la richiesta dei presenti di rinascere dall’Alto. I cuori si sono aperti per lasciarsi plasmare dallo Spirito, per riconoscere il proprio peccato. Infine l’abbandono fiducioso nel Dio che rassicura e dà forza. E ancora una volta la gloria si Dio ha riempito il tempio. La gloria del Padre che non schiaccia, ma avvolge i suoi figli.

Abbiamo un Dio fedele

La relazione sul tema della giornata è stata dettata da Salvatore Martinez, ancora dolorante per una brutta caduta. Il Presidente RnS, con l’amore e il vigore di sempre, ha sottolineato come questo Convegno si ponga proprio all’inizio dell’Anno della fede. «Un tempo importante – ha detto – che ci chiede di varcare la porta della fede per entrare nella nuova evangelizzazione».

A fronte della dilagante crisi della fede – ha continuato Martinez -, crisi spirituale, è necessario lasciarsi riplasmare dallo Spirito, rimodellare da lui che ci dà il pensiero di Dio,  il quale resta fedele sempre alla sua promessa.

«Nella Sacra Scrittura – ha spiegato Martinez – Dio è largo di promesse». Quella dello Spirito Santo è la più grande e porta a compimento tutte le altre. La Pentecoste è il compimento delle promesse di Dio. Ancora, il Presidente ha richiamato la figura di Abramo che si prostrò a terra e rise alla notizia che all’età di 75 anni Dio lo avrebbe reso fertile donandogli un figlio, cosa umanamente impossibile, «ma la parola di Dio era fondata sulla sua fedeltà. Da quella promessa nacque Isacco, che vuol dire “Dio ride”. Dio è fedele e compie la promessa per la sua onnipotenza – ha affermato  Martinez – non per la nostra capacità. La sola cosa che Dio non può fare è quella che noi non gli lasciamo fare». L’invito del Presidente è stato allora quello di ravvedersi, in questo tempo in cui tutto viene visto in maniera distorta. Credere, con il cuore – ha sottolineato -, che Gesù è venuto per dare la vita, credere per riscoprire la verità e le sue promesse, per diventare così «il suo profumo».  E riferendosi poi al cammino di fede nel Rinnovamento, Salvatore Martinez, ha proclamato con forza che «la vita nuova deve diventare evidente nella vita di tutti i giorni. La fede deve essere manifesta. E, in una immagine molto toccante, ha proposto una strategia perché il nostro impegno, le nostre promesse siano mantenuti: «La fede – ha detto – è una madre e la preghiera è una figlia, quando la fede si fa anziana ecco che la preghiera la prende per mano». Nella preghiera la fede riprende forza, diventa carismatica. Le parole di Martinez si sono infiammate nel ricordare che il contributo specifico del Rinnovamento nell’Anno della fede è un’evangelizzazione carismatica: «I carismi devono tornare nei gruppi, nelle case per portare la presenza di Gesù. Non dobbiamo estinguere lo Spirito, ma dare corso a una nuova evangelizzazione».

A conclusione del suo intervento il Presidente RnS ha guidato un momento di lode e intercessione, presentando al Signore tutte le categorie di persone presenti con le loro necessità e in particolare i giovani.

Vedere per testimoniare

La Celebrazione eucaristica è stata presieduta da mons. Ernesto Mandara. Nella sua omelia, il Vescovo di Sabina-Poggio Mirteto ha affermato che «la fede è vedere e testimoniare ciò che abbiamo visto». È la fede che ci fa vedere il Cristo. «Noi siamo chiamati a vedere lui: “Beati i vostri occhi, perché vedono; e i vostri orecchi perché odono” (Mt 13, 16)». La fede ci fa vedere Gesù, il quale ci mostra il Padre.

Ma come si può fare per vedere? Ha chiesto poi il Vescovo citando subito dopo l’Enciclica di Benedetto XVI Porta fidei, da cui ha tratto due indicazioni da lasciare all’assemblea come risposte. La prima è la conversione, questa ci permette di vedere, di guarire dalla cecità spirituale. La fede va guarita.

«Il cammino di conversione implica essenzialmente il cammino di Chiesa, Dio infatti vuole salvare il suo popolo», alla crisi di fede – ha aggiunto concludendo – si risponde facendo risplendere la forza e la bellezza della comunità cristiana: questa la seconda indicazione.

Elena Dreoni

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